Tonno

With moderation

Il tonno è un pesce con contenuto moderato di purine. Consumalo occasionalmente in porzioni piccole; porzioni frequenti o abbondanti possono scatenare attacchi di gotta.

Il tonno si colloca a metà dello spettro delle purine tra i pesci. Non è ricco di purine come sardine, acciughe o crostacei e molluschi, ma contiene comunque quantità significative di purine — circa 100–200 mg per 100 g a seconda della varietà. Per chi soffre di gotta, il tonno dovrebbe quindi essere una scelta proteica occasionale, non un alimento quotidiano.

I tranci di tonno freschi (pinna blu, pinna gialla) tendono a contenere più purine del tonno in scatola al naturale "light" conservato in acqua. Se scegli il tonno in scatola, cerca le varietà "light" in acqua anziché in olio e limita la porzione a circa una lattina (circa 85–100 g sgocciolati) per volta. Limitare il consumo a 2–3 porzioni a settimana è un obiettivo ragionevole per la maggior parte delle persone che controllano i livelli di acido urico.

Il vantaggio del tonno è il suo contenuto di acidi grassi omega-3 — EPA e DHA hanno proprietà antinfiammatorie che possono attenuare leggermente l'infiammazione legata alla gotta. Sostituire il tonno con frattaglie ricche di purine o carni rosse grasse in un pasto occasionale è un compromesso sensato.

Consigli pratici: evita il tonno conservato in olio per ridurre calorie extra e grassi saturi, abbinalo a contorni a basso contenuto di purine come verdure a foglia verde o cereali integrali, e mantieniti ben idratato prima e dopo il pasto. Se noti attacchi dopo aver mangiato tonno, riduci la porzione o diminuisci ulteriormente la frequenza.

Informazioni ricercate con l’IA — non costituiscono consulenza medica. Rivolgiti a un professionista qualificato prima di modificare alimentazione o trattamento.